Trovare casa in Giappone? Facile: qui te le regalano!

Aggiornato il: apr 3

Chi non ha mai pensato di trovare casa in Giappone? Noi di sicuro sì!

Ebbene è arrivata la nostra grande occasione!

Infatti, a causa del calo demografico, si prevede che più di 800 tra città e villaggi non esisteranno più: nel 2065 è prevista una riduzione della popolazione da 127 milioni a 88 milioni, e quindi una minore necessità di unità abitative, principalmente nelle zone rurali. Un rapporto afferma che i terreni e le case vuote potrebbero, entro il 2040, essere grandi quanto l'isola di Hokkaido che è di circa 83.000 kmq. Le città tentano quindi di correre ai ripari.

Ad esempio a Okutama, che si trova a circa due ore di treno dalla capitale Tokyo, il comune regala le case vuote a chi ne farà richiesta, da qualsiasi parte del mondo.

Occorre però avere meno di 40 anni, o un figlio minore di 18 anni o un genitore che abbia meno di 50 anni, bisogna diventare cittadini residenti stabili ed occuparsi delle ristrutturazioni.

Il progetto, dal nome suggestivo "akiya banks", termine che tradotto significa più o meno casa fantasma, consiste in elenchi di abitazioni messe in vendita nelle città a prezzi molto bassi o persino simbolici.

La speranza è quella di ripopolare nuovamente questi paesi che rischiano di scomparire.

Per i veri appassionati di Giappone ecco l'occasione da non lasciarsi scappare!

Offrire case quasi gratuitamente però non è sufficiente per attrarre nuovi abitanti: queste aree spopolate hanno bisogno di un piano di sviluppo economico, oltre alla necessità di costruire nuovi rapporti tra i residenti e i nuovi arrivati. "Se vengono create nuove attività economiche che permettono alle famiglie il sostentamento, queste saranno incentivate a rimanere, oltre che convincere nuovi nuclei familiari a trasferirsi" afferma Jeffrey Hou, professore di architettura alla Washington University.

Ad esempio a Kamiyama, una città nel sud del Giappone, una società ha trasferito qui i suoi uffici, attirando numerosi lavoratori ed incrementando notevolmente il numero dei suoi abitanti, permettendo loro uno stile di vita a contatto con la natura e lontano dalla frenesia della città.

Questo ricorda molto quello che hanno proposto piccoli paesi in Italia tra Sicilia, Toscana, Lazio e Sardegna, dove i comuni hanno messo in vendita alla cifra simbolica di 1 euro le case abbandonate, il tutto per evitare lo spopolamento e mettere in sicurezza le abitazioni.

Chissà che questo tipo di approccio non porti alla creazione di un nuovo stile di vita che la recente pandemia ha inevitabilmente portato a riconsiderare.




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