Una tazza di tè con... Ushijima Architects

Aggiornato il: apr 3


Ritratto dell'architetto Takahiro Ushijima
© Takahiro Ushijima

Incontriamo l’architetto Takahiro Ushijima, nato nel 1985, che dal 2016 ha aperto il suo studio Ushijima Architects.

Le sue strutture architettoniche, fin dal suo primo lavoro K-House In Tsujido-Higashi, risentono dell’influenza del grande teorico dell’architettura giapponese del Novecento Kazuo Shinohara (1925-2006), che noi adoriamo.

Il maestro, esponente di spicco per l'architettura degli anni '70-'80, si rivelò molto influente per le generazioni seguenti. Il suo pensiero, dopo un primo approccio basato su composizioni semplici, si orientò progressivamente - anche attraverso l'uso del cemento armato - verso ambienti interni che condizionano geometricamente e volumetricamente il disegno delle spazialità esterne (vedi Tanikawa House e House in Uehara).

Nel progetto K-House di Takahiro Ushijima, gli elementi strutturali a vista fungono anche da elementi di separazione tra le varie funzioni della casa, nonché da vero e proprio paesaggio interno, data la chiusura verso l’esterno dell’abitazione. E anche nei progetti più recenti si nota la medesima influenza, certo reinterpretata dall’architetto in chiave contemporanea, sia per quanto riguarda la connessione interno/esterno, sia per la fruibilità degli spazi, che si adattano ad uno stile di vita molto attuale.

Iniziamo con la prima domanda per rompere il ghiaccio: come lo prendi il tè?

La mattina inizio sempre con una tazza di tè mentre pianifico i miei lavori della giornata! È un’abitudine molto importante.


Ad oggi quale ritieni essere il tuo lavoro più significativo e rappresentativo del tuo approccio progettuale? C'è un progetto che ritieni emblematico per raccontare chi sei?

Il mio lavoro più significativo e rappresentativo è senz’altro K-House in Tsujido-Higashi, in quanto è stato il mio primo progetto per una casa unifamiliare. In questa abitazione ho cercato di rappresentare metaforicamente l’ambiente circostante e la famiglia che ci avrebbe abitato.

K-House In Tsujido-Higashi
foto1_ © Tomooki Kengaku

Quale ritieni essere un progetto (di altri) determinante per il tuo percorso professionale? Chi ritieni essere il tuo maestro o un riferimento importante per il tuo lavoro?

Ho avviato il mio ufficio nel 2016, la maggior parte dei miei lavori sono ancora in corso (foto2), quindi al momento non posso ancora dire se c’è stato un progetto per me determinante. Sono stato sicuramente influenzato da Kazuo Shinohara e Kazunari Sakamoto in primis: è impossibile fare riferimenti alla casa giapponese senza menzionarli.

House In Itakura
foto2_ © Ushijima Architecs

Quale ritieni essere la direzione per l'architettura giapponese della casa per il futuro? I cambiamenti climatici, l'invecchiamento della popolazione, l'evoluzione delle nostre abitudini quotidiane dovute alla pandemia, quali mutamenti possono influenzare gli spazi dell'abitare per il domani e in che modo?

È da più di dieci anni che molti giovani architetti giapponesi prestano attenzione al senso di comunità: nonostante le svariate possibilità di incontrarsi on-line, la pandemia ci ha aperto gli occhi sull’importanza della comunità, svelandoci l’importanza di incontrarsi fisicamente per parlarsi e condividere la quotidianità. Ovviamente, grazie alla tecnologia, le case diventeranno sempre più intelligenti ed automatizzate, tuttavia credo che gli architetti giapponesi continueranno a costruire case più concrete e legate alla tradizione.

Ushijima Architects

1985 (Ibaraki, Japan)

2007 B. Arch, Tokyo University of Science

2009 M. Arch, Chiba University

2016 Established Ushijima Architects

mail: info@usjm-arch.com URL: http://usjm-arch.com

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