Una tazza di tè con... td Atelier


Tada Masaharu, fondatore di td Atelier, cura con dedizione e perseveranza l'aspetto locale dei suoi interventi architettonici, ponendo molta attenzione sui metodi costruttivi tradizionali.

Appassionato di fai-da-te, una parte del suo lavoro si concentra su interventi di ristrutturazione in prima persona avvalendosi della collaborazione della popolazione locale o di studenti e pagando le spese attraverso sovvenzioni crowfunding.

Pur apprezzando i vantaggi e i servizi offerti dalle grandi città, è affascinato dalla vita di campagna e dall'aspetto sensoriale evocato dalla natura, tanto da cercare quotidianamente di ricrearsi istanti che rimandino ad un contatto primitivo ed essenziale con essa.

Formatosi nello studio di Akira Sakamoto, continua la sua ricerca di purezza per un'architettura che rispetti il più possibile le peculiarità del luogo in cui si inserisce.


 

Iniziamo con la prima domanda per rompere il ghiaccio: come lo prendi il tè?

Durante le pause di lavoro bevo spesso il caffè con un po’ di latte di soia. A volte bevo tè nero o tè giapponese. Occasionalmente uso una stufa a gas da esterno per far bollire l’acqua, magari mi sistemo vicino al fiume per mangiare e bere un caffè. Questo mi dà un senso di casa: queste azioni “primitive” mi permettono di pensare al fuoco, all’acqua e al legno. Non si tratta di un caffè costoso ma mi permette di passare del tempo prezioso dal punto di vista emozionale.


Ad oggi quale ritieni essere il tuo lavoro più significativo e rappresentativo del tuo approccio progettuale? C'è un progetto che ritieni emblematico per raccontare chi sei?

"Mugen plus" e il "Centro di sostegno all'impiego YORIDOKO" sono per me i progetti più importanti, infatti il mio lavoro è più o meno diviso in due: una parte è incentrata su Kyoto. L’altra è il fai-da-te con l’impiego di poca tecnologia nella regione di Kumano.

"Mugen plus" è una tradizionale residenza cittadina di Kyoto di 120 anni che è stata ristrutturata e trasformata in una guest-house con elementi moderni. “YORIDOKO” è un edificio che è stato completato con la collaborazione di studenti universitari e residenti locali raccogliendo fondi attraverso il crowdfunding. Ritengo entrambi i progetti come i miei capolavori.

td Atelier_ Mugen plus. Photo ©Kohei Matsumura


td Atelier_ Centro di sostegno per l'impiego di Yoridoko. Photo ©Kohei Matsumura


Quale ritieni essere un progetto (di altri) determinante per il tuo percorso professionale? Chi ritieni essere il tuo maestro o un riferimento importante per il tuo lavoro?

Il mio insegnante è Akira Sakamoto: mi sono formato nel suo atelier. Da lui ho imparato i fondamenti della professione, tra cui creare delle architetture pulite e minimaliste. Cerco di organizzare con cura la ricerca della purezza e attribuisco molta importanza alle caratteristiche regionali di Kyoto e Kumano per creare un’architettura che ne rispecchi le peculiarità.

"Shizuya KYOTO" è il mio primo lavoro importante a Kyoto. Si tratta di un grande progetto: è un'architettura che mi ha fatto riflettere profondamente sui metodi di costruzione tradizionali, sui giardini e sugli spazi esterni giapponesi.

"Kohnoie" è il mio primo lavoro importante a Kumano. Ho affittato una vecchia casa popolare e ho fatto la ristrutturazione da solo. Sono riuscito a coinvolgere nei lavori anche artisti e segherie locali.


td Atelier_ Shizuya_Kyoto. Photo ©Kohei Matsumura


td Atelier_ Kohnoie. Photo ©Kohei Matsumura


Quale ritieni essere la direzione per l'architettura giapponese della casa per il futuro?

I cambiamenti climatici, l'invecchiamento della popolazione, l'evoluzione delle nostre abitudini quotidiane dovute alla pandemia, quali mutamenti possono influenzare gli spazi dell'abitare per il domani e in che modo?

L'invecchiamento della popolazione giapponese e il calo della natalità sono problemi molti seri, in quanto molti edifici, case e terreni stanno diventando surplus in Giappone.

Tuttavia, le attività produttive quali l’agricoltura, la pesca e la silvicoltura, si trovano in aree rurali lontane dalle grandi città. Possiamo quindi imparare molto dalla vita legata alla natura locale: non dobbiamo dimenticarci della ricchezza della vita delle campagne, godendo però dei vantaggi offerti dalle grandi città.

A mio avviso - ma non sono il solo ad avere questa visione - le case abbandonate nelle zone rurali possono supportare questo tipo di vita: a contatto con la natura ma con la possibilità di raggiungere facilmente le aree metropolitane.

La pandemia di Covid-19 ha un enorme impatto sulle vite di tutti noi: ad esempio gli spostamenti sono stati fortemente penalizzati e questo a discapito delle molte persone anziane che vivono nelle zone rurali. Purtroppo è molto difficile incontrarli e questo per me è rappresenta una perdita enorme.

Fortunatamente, molte persone anziane stanno imparando ad usare la tecnologia, come ad esempio Zoom. È una grande vittoria per loro essere in grado di comunicare anche a distanza, anche se ciò che conta davvero non si può ottenere con una conversazione remota: non vedo l’ora che arrivi il giorno in cui tutto si sarà placato per poterli incontrare di persona.

 

TD Atelier - Tada Masaharu 

1976 Born in Kyoto, Japan

2002 Trained at Akira Sakamoto Architect and Associates

2006 Established td-Atelier

2011 Part-time lecturer at Kindai Univ.

2016 Visiting Professor, Kyoto University of Art and Design


add: 83, Nishishichijo Minaminishinocho, Shimogyo-ku Kyoto-shi, Kyoto,Japan mail: tadamasa20(at)td-ms.com URL: http://www.td-ms.com

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